A che età si cominciano a perdere i capelli?

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La caduta dei capelli è purtroppo uno dei segni distintivi dell’invecchiamento ma in media a che età un uomo e una donna possono sperimentare i primi segni di miniaturizzazione?

Prima che l’alopecia e la miniaturizzazione facciano il loro corso non ci si rende conto di quanto i capelli siano legati al mantenimento di un aspetto giovanile ma gli uomini e le donne che ne sono colpiti in giovane età ne rimangono quasi sempre sconvolti.

Spesso la caduta di capelli legata all’invecchiamento viene erroneamente associata esclusivamente con gli uomini ma in realtà anche le donne ne possono soffrire.

Vale la pena quindi cercare di capire il perché gli uomini e le donne possano doversi trovare ad affrontare il problema della caduta dei capelli e del diradamento.

Caduta dei capelli e miniaturizzazione nelle donne

Ogni donna può notare la miriade di cambi nel suo corpo che si verificano nel corso degli anni e i capelli non sono costituiscono un’eccezione. Il colore dei capelli cambierà così come il loro calibro e molto spesso capelli fini e grigi prenderanno il posto di quelli sani e forti a cui ci si era abituati. A che età però le donne possono aspettarsi i primi segni di caduta e diradamento?

Le donne possono normalmente aspettarsi i primi segni di caduta attorno ai 45-50 anni. Circa il 40% delle donne hanno un’evidente caduta di capelli attorno ai 50 anni. Si è stima che meno del 50% delle donne conservino per intero la loro capigliatura per tutta la loro vita.

Che fattori provocano la caduta dei capelli nelle donne?

Per quanto riguarda le donne ci sono un paio di fattori che giocano un ruolo importante nella perdita dei capelli.

In primis va detto che la caduta ed il diradamento possono essere legati ad un fattore ereditario. I geni ereditati dai propri genitori e nonni possono giocare un ruolo importante nella caduta dei capelli. Il fattore ereditario rappresenta la causa più comune di caduta di capelli nelle donne così come negli uomini ed in questo caso di parla di alopecia androgenetica.

Il secondo fattore che può provocare caduta e miniaturizzazione nelle donne è quello legato ai cambi ormonali che si verificano con l’invecchiamento.

Come potete immaginare la menopausa e la fase che la precede, spesso conosciuta come premenopausa, giocano un ruolo importante nella perdita di capelli e nel diradamento nelle donne.

Questo si deve al decremento degli ormoni che stimolano la produzione delle fibre capillari e all’aumento spesso corrispondente dei livelli di testosterone nel corpo che provoca che i capelli si miniaturizzino progressivamente fino alla caduta.

Menopausa: legami con la caduta dei capelli

L’età media in cui una donna entra in menopausa è attorno ai 51 anni. Un modo semplice per determinare a che età potrete entrare in menopausa è verificare a che età vostra madre o vostra nonna siano entrate in questa fase, dato che quella sarà più o meno l’età in cui anche voi attraverserete questo processo.

Le donne possono notare un diradamento soprattutto nella parte superiore dello scalpo, con un progressivo allargamento della riga e un arretramento dell’attaccatura (vedi scala Ludwig).

Il vostro medico può eseguire dei test per verificare che la perdita dei capelli non sia dovuta ad una determinata patologia.

Per le donne, la miniaturizzazione dei capelli e la loro caduta possono avere degli effetti devastanti sulla qualità della vita.

Caduta dei capelli e miniaturizzazione negli uomini

Come menzionato in precedenza anche gli uomini possono sperimentare caduta e miniaturizzazione dei capelli dovuti all’alopecia androgenetica che in effetti è responsabile nel 95% dei casi di perdita dei capelli negli uomini.

È sconvolgente sapere che gli uomini possono iniziare a sperimentare i primi segni di caduta dei capelli già a partire dai 16 anni di età. Sebbene sia piuttosto raro che un ragazzo soffra di caduta o miniaturizzazione già in età adolescenziale è chiaro come questo possa essere devastante dal punto di vista emozionale nei casi in cui si verifichi.

La maggior parte degli uomini che soffrono di calvizie iniziando a notare i primi segni visibili di caduta e miniaturizzazione dai 20 ai 28 anni. L’attaccatura può iniziare ad arretrare e i capelli nella zona superiore dello scalpo possono iniziare ad apparire più fini. Può essere deprimente iniziare a notare che si stanno perdendo i capelli in una fase della vita in cui la maggior parte degli uomini dovrebbe avere una vibrante rete di relazioni sociali e porre le basi per il futuro.

Nei trentenni, la percentuale di persone che iniziano a notare caduta dei capelli sale al 25%. Nei cinquantenni questa percentuale sale al 50%. Attorno ai 60 anni circa il 66% degli uomini sarà calvo o avrà zone calve o diradate piuttosto evidenti.

Trattamenti per la calvizie maschile e femminile

Ci sono trattamenti disponibili sia per gli uomini che per le donne che soffrono di caduta dei capelli.

Per gli uomini il più conosciuto è sicuramente l’uso di Finasteride, un farmaco che è stato inizialmente sviluppato per l’iperplasia prostatica benigna. La finasteride non può essere utilizzata nelle donne in età fertile.

Un altro trattamento utilizzabile sia negli uomini che nelle donne è il Minoxidil che può rallentare l’evoluzione della calvizie e favorire la ricrescita.

È importante notare come il Minoxidil non abbia effetti a livello ormonale.

Le donne che stanno quindi sperimentando caduta o diradamento dovuti a squilibri ormonali potrebbero ottenere benefici solo temporanei dall’uso del Minoxidil

Le donne possono utilizzare anche lo Spironolattone, un diuretico, per trattare la perdita di capelli e la miniaturizzazione. Si crede che questo farmaco possa bloccare la produzione di androgeni (ormoni maschili che sono presenti nelle donne, come il testosterone).

Sia le donne che gli uomini possono cercare di combattere la caduta dei capelli indossando protesi o ricorrendo al trapianto di capelli.

Qualsiasi  sia l’età in cui la caduta dei capelli entra a far parte della vostra vista, l’effetto a livello emozionale e sociale sarà significativo.

La caduta dei capelli è infatti spesso associata a sensazioni quali la perdita di vitalità o di giovinezza.

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Il Dr. Masullo Vincenzo consegue la sua laurea in Medicina e Chirurgia presso la II Università degli Studi di Napoli. Spinto dalla sua passione, investe con dedizione nella sua formazione accademica, con la specializzazione in Microbiologia, sempre presso l’ateneo di Napoli, poi in Dermochirurgia e Chirurgia della Calvizie, presso l’Università degli Studi di Firenze. E’ membro delle più importanti associazione di settore: membro votante dell’ISHRS una delle più rilevanti organizzazioni mondiali nell’ambito della chirurgia della calvizie; è membro della World FUE Institute, della S.I.Tri. (Società Italiana di Tricologia) e di altre importanti organizzazioni del settore. Ha un’esperienza trentennale nell’ambito della chirurgia: nel 1992 le sue prime esperienze professionali chirurgiche in collaborazione, il Dr Masullo, oggi, è tra i più stimati chirurghi specializzati del trapianto di capelli con tecnica FUE. Il Dr. Masullo, pur ritenendo la Tecnica FUT (Strip Extraction) valida, con risultati indiscutibilmente ottimi, nel 2007 sceglie di utilizzare la Tecnica FUE (Follicular Unit Extraction), considerandola molto meno invasiva e più funzionale anche a quelle che erano le richieste dei pazienti, specializzandosi e divenendo un punto di riferimento nel campo. Il Dr Masullo utilizza un micro punch manuale del diametro di 0,6 / 0,8 millimetri riducendo la traumaticità alle unità follicolari nell’atto della estrazione.

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