Alopecia Androgenetica, Finasteride, Dutasteride e coronavirus (COVID-19)

0
2990

Alopecia Androgenetica, Finasteride, Dutasteride e coronavirus (COVID-19)

La pandemia del COVID-19 è iniziata fine dicembre nella provincia di Hubei in Cina e da quel momento ad oggi si contano quasi 31 milioni di contagiati, con circa un milione di deceduti

 

Lo studio – incidenza di una diversa attività ormonale

Uno studio a cui ha partecipato anche il famoso dermatologo italiano Dott.Torello Lotti, ha cercato di far luce sul perché vi fosse una differenza significativa tra la percentuale di casi severi di COVID-19 negli uomini (52%), nelle donne (48%) e nei bambini (0.6%).

L’ipotesi formulata dagli studiosi è che, questa differenza, sia dovuta alla diversa attività ormonale, in particolare ad una minore espressione dei recettori degli androgeni nelle donne e nei bambini.

Mentre prima della pubertà l’attività ormonale è assente, in età adulta gli uomini presentano livelli di testosterone molto più alti rispetto alle donne.

Lo studio sopra menzionato ha evidenziato poi come nella popolazione maschile i soggetti affetti da alopecia androgenetica siano più propensi ad essere contagiati in forma grave in un rapporto di 3 a 1 rispetto a un soggetto non affetto da calvizie.

Questo sarebbe dovuto al meccanismo dei recettori ormonali della calvizie che faciliterebbe l’avanzare del virus nell’organismo.

 

DHT e collasso polmonare

Lo studio ha mostrato come nei conigli il DHT (diidrotestosterone), che è l’ormone responsabile della calvizie e che viene attivato da un enzima chiamato 5 α reduttasi provochi il blocco della produzione del cosiddetto surfattante polmonare. Quest’ultimo altro non è che un complesso fosfoliproteico (vale a dire composto in prevalenza da da lipidi ed in minor misura da proteine) che viene secreto dalle cellule alveolari (pneumociti di tipo II). Il surfettante polmonare svolge una funzione particolarmente importante perché impedisce che gli alveoli polmonari più piccoli collassino al momento di espirare e che gli alveoli più grandi si espandano eccessivamente.

Nei soggetti affetti da COVID 19, uno dei sintomi più gravi che spesso conduce alla morte è il collasso degli alveoli polmonari che porta ad una condizione di crisi respiratoria acuta.

Il virus ha un aspetto sferico con una piccola corona e degli spinotti (spike) che fuoriescono.

Uno di questi spike si lega ad una molecola chiamata ACE 2 e, in questo modo, attacca l’alveolo polmonare provocandone il collasso.

L’ipotesi avanzata dallo studio e condivisa dall’università di Yale è la seguente: riducendo l’attività degli ormoni androgeni mediante la somministrazione di anti-androgeni ed inibitori della 5 α reduttasi (come flutamide, finasteride dutasteride) si andrebbero a modulare i livelli di attività dell’ACE. Di conseguenza, si potrebbe impedire al virus del COVID-19 di entrare negli alveoli polmonari e nelle cellule cardiache.

Sintetizzando quanto emerso da questo studio: gli uomini con problemi di calvizie, avendo una maggior attività dei recettori dell’enzima 5 α reduttasi, presenterebbero tassi di mortalità più elevata in caso di contagio da COVID 19 rispetto alle donne e coloro che non sono affetti da calvizie. Questa mortalità maggiore sarebbe dovuta al blocco della produzione del surfettante polmonare che provocherebbe crisi respiratorie acute.

 

Effetti dell’assunzione di inibitori del 5 α reduttasi

Finasteride e Dutasteride

L’assunzione di inibitori del 5 α reduttasi (finasteride e dutasteride in primis), in forma preventiva, permetterebbe ai soggetti che soffrono di calvizie di modulare verso il basso i livelli della molecola ACE2, responsabile del collasso alveolare. In questo modo si andrebbe ad inibire i recettori degli ormoni androgeni e la pericolosità del virus, il quale non potrebbe più penetrare nelle cellule cardiache o negli alveoli polmonari.

In parole povere e meno tecniche: l’assunzione in forma preventiva di finasteride e dutasteride permetterebbe, ai soggetti affetti da calvizie più propensi ad ammalarsi seriamente in caso di contagio rispetto a chi non ha problemi di capelli, di non sviluppare conseguenze gravi in caso di infezione da COVID 19.

Un ulteriore studio, però, mettere in guardia gli utilizzatori di Finasteride e Dutasteride, sottolineando come questi inibitori dell’enzima 5 α reduttasi possano avere effetto su numerosi tessuti.

Essi agiscono bloccando anche l’isoforma 3 della 5 α reduttasi presente nell’epitelio respiratorio. A differenza di quanto accade nella prostata, nei polmoni la funzione fisiologica della 5 α reduttasi è quella di minimizzare localmente il potenziale degli androgeni.

L’epitelio respiratorio si caratterizza per la sua capacità di rigenerazione spontanea.Tale meccanismo, si attiva in caso di lesioni polmonari.

Il processo di rigenerazione degli strati dell’epitelio respiratorio potrebbe, secondo gli autori dello studio, dipendere dal metabolismo degli androgeni. L’assunzione di inibitori della 5 α reduttasi, come finasteride e dutasteride, andrebbe ad aumentare la concentrazione degli androgeni a livello polmonare, ostacolando il processo di rigenerazione dell’epitelio respiratorio come risposta dell’organismo all’infezione da COVID 19.

Dunque, l’uso di finasteride e dutasteride andrebbe a perturbare il metabolismo degli androgeni nei polmoni e quindi ad aggravare le condizioni dei soggetti che hanno sviluppato una polmonite interstiziale a causa dell’infezione da Covid-19.

 

Complicazioni di contagio

In conclusione questa ulteriore indagine suggerisce che, coloro che assumono Finasteride e Dutasteride, sono soggetti ad un maggior rischio di complicazioni in caso di contagio da Covid-19. I medici dovrebbero valutare la sospensione della loro assunzione nei soggetti che risultano positivi al COVID-19 e in coloro che hanno patologie respiratorie, cardiache o di altro tipo, evitando il rischio di complicazioni in caso di contagio.

Come sempre, sarà necessario approfondire ulteriormente gli studi per capire se gli inibitori della 5 α reduttasi possano avere un effetto benefico o nocivo per i pazienti che non sono stati ancora contagiati dal virus, oltre che per coloro che, purtroppo, sono risultati positivi allo stesso.

Previous articleIl trapianto di capelli – condizioni idonee e fattori determinanti
Next articleAlopecia areata – le ricadute possono diminuire con l’età?
Founder del Forum Bellicapelli dal 2005, punto di riferimento e guida per gli utenti al trapianto di capelli in Europa. Dopo essersi sottoposto a varie chirurgie con scarsi risultati, si è rivolto ai chirurghi internazionali Hasson&Wong i quali sono riusciti, grazie alla loro competenza chirurgica, ad eseguire un trapianto repair in maniera magistrale. Proprio grazie alla sue esperienza diretta in materia, ha deciso di condividere la sua esperienza in modo da poter indirizzare il pubblico alla scelta migliore nel percorso di cura della calvizie. Bola si occupa di aggiornare quotidianamente il forum e di scrivere articoli specifici sulla perdita dei capelli e la chirurgia della calvizie.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here