Calvizie ereditaria, conta davvero la componente genetica?

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La calvizie ereditaria

Molti uomini non dovrebbero essere sorpresi quando iniziano a perdere i capelli intorno ai vent’anni. Lo stesso è accaduto ai loro genitori, che in passato hanno perso i capelli.

Questi uomini soffrono di alopecia androgenetica, il termine clinico per la calvizie maschile, che colpisce milioni di uomini in tutto il mondo.

Chiamata anche perdita di capelli di capelli ereditaria, l’alopecia androgenetica accorcia il ciclo di crescita dei capelli, portando all’assottigliamento e al diradamento.

Infatti, numerose ricerche hanno scoperto che gli uomini i cui genitori hanno sofferto di calvizie corrono un rischio maggiore di incidenza rispetto agli altri. Oltretutto, i bambini possono anche ereditare la sensibilità al diidrotestosterone (DHT) dai genitori. Esso è un ormone sessuale che provoca la riduzione dei follicoli piliferi nel tempo, portando alla calvizie.

Non sono solo gli uomini ad essere coinvolti

In effetti, la percentuale altissima di donne viene colpita dall’alopecia androgenetica, seppur con un diradamento differente. La classica perdita di capelli maschile inizia nella zona delle tempie e del crown per poi convergere insieme in un unico punto. Le donne, invece, tendono ad avere un diradamento generalizzato, particolarmente notabile tra la riga dei capelli.

Dunque viene da chiedersi: esiste un “gene della calvizie”?

Inizialmente gli studi scientifici avevano riscontrato la presenza di un legame tra la calvizie maschile e il gene recettore degli androgeni. Nel 2017, sono stati trovati quasi 290 diversi predittori genetici di alopecia androgenetica. Tali predittor, però, non danno garanzia di una corrispondenza genetica esatta: i ricercatori hanno scoperto che tra i partecipanti con il maggior numero di geni della calvizie, solo il 58% aveva riferito di aver perso i capelli.

 

Colpa dei geni?

Il fattore ereditario ricopre un ruolo cruciale: il gene recettore degli androgeni si trova sul cromosoma X, che il bambino riceve dalla madre.

Ma la dottoressa Amy McMichael, professoressa di dermatologia al Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Salem, nel North Carolina, dice che non è così semplice: “La caduta dei capelli androgenetica può provenire da entrambi i lati della famiglia”. 

Sul legame che intercorre con gli alti livelli di testosterone anche il dottor McMichael ha respinto questo malinteso, affermando che “gli uomini possono avere livelli di testosterone nella norma ed avere una grande perdita di capelli”.

La perdita dei capelli è in realtà correlata alla sensibilità al diidrotestosterone (DHT), una forma convertita del testosterone. 

 

Correlazione con stress di vario tipo

Spesso si dice che la calvizie possa essere causata da stress, problemi di salute o scelte di acconciatura. Traumi, grandi cambiamenti nello stile di vita, problemi di salute e acconciature a tiraggio forte possono causare la caduta dei capelli (effluvio), ma non causano la calvizie maschile o femminile. La caduta dei capelli dopo una gravidanza, una malattia o uno stress psicologico di grande entità è chiamata telogen effluvium. L’assottigliamento causato dalla tensione creata dalle acconciature strette è chiamata alopecia da trazione. Le persone che soffrono di alopecia androgenetica dovrebbero evitare acconciature strette o metodi di styling aggressivi, per via del forte danneggiamento ai capelli. 

 

Caduta dei capelli – trattamento in uomini e donne 

Se avete già una storia familiare di calvizie, dovreste muovervi attivamente per prevenirla. Diventare calvi non è sinonimo di vecchiaia ma, anzi al contrario, la caduta dei capelli può verificarsi durante l’adolescenza ed è comune tra le persone tra i 20 e i 30 anni. Prima inizia, più è probabile che possa diventare una problematica piuttosto seria.

Due su tre sono gli uomini che hanno perso la maggior parte dei loro capelli entro i 60 anni. I potenziali contributori alla caduta dei capelli includono, come già detto, malattie, età, genetica e persino le abitudini di cura.

La cura farmacologica più nota per la calvizie, come sapete, risulta essere il minoxidil (noto anche come Rogaine) rallenta la caduta dei capelli sia negli uomini che nelle donne. 

Questo prodotto può essere applicato localmente sul cuoio capelluto due volte al giorno ed è disponibile senza prescrizione medica. Le persone generalmente vedono lievi risultati di ricrescita in appena quattro mesi con un uso costante. Tuttavia, quando si sospende l’uso di questo farmaco, si corre il rischio di perdere i capelli nuovamente.

Per gli uomini, la finasteride (nota come Propecia o Proscar nei negozi) può essere utilizzata anche per rallentare la caduta dei capelli. Questa è una pillola somministrata per via orale che controlla gli ormoni della caduta dei capelli. Secondo Harvard Health, circa il 99% degli uomini può prevenire la calvizie usando la finasteride e circa due terzi degli uomini che la usano hanno sperimentato una nuova crescita dei capelli. Le donne non dovrebbero usare Propecia, soprattutto se sono incinte o potrebbero rimanere incinta presto, poiché può causare difetti alla nascita. Se sei una donna con elevati ormoni maschili, è meglio che cerchi un trattamento ormonale attraverso la pillola anticoncezionale. Chiedi al tuo medico la soluzione migliore.

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