Cellule Staminali contro la calvizie. Quali sono le novità del 2017?

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staminali calvizie 2017

L’utilizzo delle cellule staminali ha rappresentato nel mondo scientifico uno dei temi più caldi degli ultimi anni ed ha spalancato le porte a nuove e promettenti terapie in diversi ambiti medici.

Centinaia di titoli di giornale sono stati dedicati alle nuove terapie ad oggi in studio ed il dibattito scientifico sull’efficacia dei trattamenti proposti rimane sempre acceso.

Dobbiamo considerare che ogni Paese possiede regolamentazioni interne differenti riguardo all’utilizzo e alla manipolazione delle cellule staminali, percui non tutti i paesi sono in grado di aderire a protocolli di sperimentazione con le stesse modalità.

Nonostante gli ostacoli incontrati lungo il cammino, alcuni di ordine etico, altri di ordine scientifico, la ricerca non si è arrestata e anzi, gli ambiti di applicazione delle cellule staminali stanno aumentando.

 

Come procede la ricerca sulle cellule staminali nel 2017?

L’impiego delle cellule staminali in ambito tricologico rappresenta un tema di scottante attualità. La Calvizie è una condizione che interessa circa il 70% degli uomini e il 40% delle donne nel corso della vita: appare chiaro di quanto una cura gioverebbe ad una grandissima fetta di popolazione.

Le cellule Staminali sono cellule totipotenti, ovvero hanno la capacità di trasformarsi in qualunque tipo cellulare attraverso un processo di differenziamento specifico indotto dal tessuto che le accoglie: la difficoltà a reperire una quantità sufficiente di cellule tale da favorire una crescita adeguata nel tessuto ricevente, è stata la difficoltà maggiore incontrata dai ricercatori negli anni di studio.

Tuttavia le acquisizioni scientifiche più recenti sono incoraggianti e sembrano indicare la via per risolvere i problemi fino ad oggi riscontrati.

In ambito tricologico le ultime acquisizioni hanno dimostrato che le cellule epiteliali possono essere convertite in cellule staminali pluripotenti indotte (conosciute con la sigla iPS o iPSC dall’inglese Induced Pluripotent Stem Cell) tramite l’elaborazione di tre geni. Le iPSC sono in grado poi di trasformarsi in qualsiasi tipo cellulare: vengono quindi convertite in cellule staminali epiteliali, ovvero le cellule che costituiscono i follicoli piliferi.

Sono stati condotti numerosi trials su campioni di topi e si è registrata una ricrescita considerevole e un miglioramento dell’attività dei follicoli.

 

Cellule staminali e clonazione. Funziona sugli esseri umani?

Seppur abbiano dato risultati incoraggianti gli studi condotti sino ad oggi sulle cellule staminali sono lontani dall’aver trovato la soluzione al problema delle calvizie. Le sperimentazioni condotte sui topi non sono ad oggi riproducibili nell’uomo e la strada da percorrere si dimostra ancora in salita.

Le cellule follicolari ottenute tramite la manipolazione sperimentale infatti erano si molto simili a quelle umane, ma non ancora pronte per essere usate sugli esseri umani perché gli scienziati hanno risolto solo una parte del problema.

I follicoli piliferi maturi oltre alle cellule staminali presenti nella zona del “buldge”, situata vicino alla ghiandola sebacea, contengono un importante area anatomica vitale, denominata papilla dermica. Quando si ha la caduta definitiva di un capello, entrambe le tipologie di cellule vengono perse.

La tecnica che prevede la coltivazione di papille dermiche al fine di ottenere nuovi e vitali capelli è in via di studio.

Certo i risultati ottenuti finora lasciano ben sperare, ma attualmente non è stata trovata una soluzione.

È quindi sconsigliato l’utilizzo di prodotti definiti come miracolosi poiché a base di cellule staminali.

 

Si ringrazia Massimo Gabellini per la redazione dell’articolo.

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