La zona del crown – un possibile buco nero

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Qual è il motivo per cui la zona del Crown può esser considerata una sorta di buco nero?

Perché questa necessita di un quantitativo di grafts molto elevato, maggiore persino alle zone dell’hairline e midscalp messe insieme.

 

Perché?

È semplice: è una zona grande e circolare, addirittura più grande di un’intera mano.

Inoltre, essa viene ricostruita a spirale, il che significa che c’è bisogno di un numero maggiore di grafts per riuscire ad ottenere uno stesso effetto di densità tra zona del crown e hairline.

Oltre ad essere tecnicamente difficile da ottenere, è, secondo l’autore del video, anche non necessario esteticamente arrivare allo stesso livello di copertura ottica in entrambe le zone.

 

Il rischio dell’effetto ciambella

In alcuni casi, quando il diradamento del crown è ancora limitato in termini di estensione, c’è ovviamente bisogno di meno grafts per ricreare la giusta densità chirurgicamente.

Se la situazione dovesse peggiorare, si potrebbe verificare il cosiddetto “Effetto ciambella”, che consiste nell’allargamento del diradamento della zona del vertice pur mantenendo la densità nella zona già innestata: ecco perché la gestione della zona donatrice è di fondamentale importanza.

A volte il pattern di diradamento intacca solo il crown, ma lì si parla di altri casi.

Secondo l’opinione dell’autore del video, bisognerebbe scegliere di intervenire principalmente sulle zone dell’hairline e del midscalp piuttosto che sulla zona del crown, privilegiando così l’impatto sociale che esse comportano.

 

In conclusione:

quando si decide di agire chirurgicamente sulla calvizie, possiamo affermare che sarebbe opportuno privilegiare un intervento sulle zone che possono avere un riscontro estetico più rilevante otticamente e indubbiamente meno impegnative in termini numerici di innesto.

Abbiamo visto quanto agire sulla zona del crown possa comportare conseguenze indesiderate e quanto invece possa essere importante saper gestire e tutelare la zona d’estrazione per agire correttamente.

 

Per saperne di più sulla “Black hole theory” vi invitiamo a seguire il link al sito del Dr. Feriduni

https://www.feriduni.com/images/FUT/FUT_Black_hole_theory.pdf

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