Dieta ed alimentazione per la cura dell’alopecia areata: Il ruolo del microbiota intestinale

0
347

In questi giorni ha fatto molto scalpore l’episodio dello schiaffo dato dall’attore Will Smith al suo collega Chris Rock, colpevole di avere fatto una battuta poco gradita sulla condizione di alopecia di cui soffre sua moglie, Jada Pinkett Smith.

Jada soffre di una forma di alopecia chiamata areata una patologia di tipo autoimmune, cronica ma reversibile che colpisce circa il 2% della popolazione mondiale.

Nei soggetti che soffrono di alopecia areata, il sistema immunitario riconosce i follicoli capillari come un corpo estraneo e li attacca, attraverso i linfonciti T, provocando una caduta di capelli che si manifesta solitamente con chiazze rotonde completamente glabre.

È una patologia cronica dato che ad oggi non vi sono cure specifiche e la stessa può ripresentarsi più volte nel corso della vita di chi ne soffre (cosiddette recidive).

Fortunatamente l’alopecia areata non comporta la distruzione delle cellule staminali dei follicoli e quindi è possibile che una volta terminato l’attacco da parte del sistema immunitario i capelli persi possano essere recuperati

Cosa causa l’alopecia areata?

Le cause dell’alopecia areata non sono del tutto chiare anche se la predisposizione genetica gioca senza dubbio un ruolo importante.

Spesso l’alopecia areata viene associata ad altri disordini autoimmuni quali la tiroidite, la celiachia o il vitiligo.

Alcuni studi hanno dimostrato l’associazione tra bassi livelli di vitamina D ed insorgenza dell’alopecia areata.

Stress ambientale ed emotivo può essere fattore altresì fattore scatenante di questa forma di alopecia.

Le terapie attuali per la cura dell’alopecia areata

Solitamente all’insorgere delle prime chiazze di alopecia areata la strada terapeutica prevede l’utilizzo di corticosteroidi per via topica.

Utilizzando il dibutil estere dell’acido squarico in forma topica sulle chiazze alopeciche si va a creare una dermatite allergica da contatto che consente di sviare i linfociti T dai follicoli permettendo a quest’ultimi di generare nuova fibra capillare.

Nei casi di alopecia areata che evolve in universale si utilizzano immunosoppressori come il methotrexate con buoni risultati.

Sfortunatamente questi farmaci comportano in alcuni soggetti l’insorgenza di effetti collaterali, anche di una cerca importanza che possono far si che la loro applicazione debba essere sospesa.

È quindi importante cercare diversi approcci terapeutici che possano portare ad un miglioramento o alla completa guarigione nei soggetti che soffrono di alopecia areata e non posso seguire la terapia tradizionale.

L’importante ruolo del microbiota intestinale e della pelle

Gli studi realizzati nell’ambito del progetto HMPA hanno dimostrato come l’alterazione del microbiota della pelle possa essere una delle cause dello sviluppo dell’alopecia areata.

Il microbiota come abbiamo visto è l’insieme dei microorganismi che colonizzano un determinato organo senza danneggiarlo.

In particolare, gli studi hanno dimostrato come sia indispensabile tenere sotto controllo tutte le alterazioni del microbiota intestinale dato che queste sono l’origine dell’alterazione cutanea.

Per questa ragione si è cercato di verificare quali siano gli effetti che una dieta controllata con l’eliminazione di determinate sostanze e la loro incidenza sulla guarigione dell’alopecia areata.

Questo studio è stato realizzato sia in soggetti con alopecia areata ma senza intolleranze specifiche, sia in persone che oltre a soffrire di alopecia areata mostravano intolleranze tipicamente al lattosio al glutine e al lievito.

La relazione tra microbiota intestinale e del cuoio capelluto

È risaputo come l’incidenza di casi di alopecia areata sia più alta nei soggetti che soffrono di celiachia (intolleranza permanente al glutine) rispetto a coloro che non manifestano questo problema.

Recentemente si è visto come in soggetti che soffrono di forme di infiammazione intestinale non celiaca possano avere una maggior predisposizione all’insorgenza dell’alopecia areata.

Queste infiammazioni si verificano quando si crea quella che viene definita un disbiosi ovvero un’alterazione stato di equilibrio del microbiota intestinale.

La disbiosi  è alla base di fenomeni di infiammazione cronica di bassa intensità della mucosa intestinale e può essere l’elemento scatenante dei principali disturbi intestinali.

L’alterazione del microbiota intestinale a sua volta provoca la disbiosi del microbiota del cuoio capelluto che può provocare diversi sintomi, come prurito, infiammazione, aumento della produzione di sebo, desquamazione, perdita di capelli.

Nei pazienti affetti da Alopecia Areata ad esempio il Propionibacterium Acnes, un batterio con potenziale patogeno, risulta essere presente sul cuoio capelluto molto più del normale.

Oltre a ciò sempre nei soggetti con alopecia areata si nota una proliferazione eccessiva del battere Stafilococco aureo a discapito dello Staphylococcus Epidermidis.

Ripristinare il microbiota del cuoio capelluto può essere un’arma terapeutica per controllare l’alopecia areata.

Per questa ragione si deve partire dal ripristino dello stato di equilibrio del microbiota intestinale.

Un’analisi approfondita delle intolleranze alimentari e l’elaborazione di una dieta equilibrata e specifica possono aiutare a raggiungere questo obiettivo.

In particolare, diete prive delle sostanze a cui il soggetto è intollerante, possono portare in alcuni casi alla guarigione dell’alopecia areata.

Dieta per l’alopecia areata: quali alimenti preferire e quali evitare?

Per mantenere in equilibrio il microbiota intestinale è importante seguire una dieta che includa:

  • frutta e verdura, che sono ricchi di fibra
  • legumi
  • pesce azzurro, ricco in omega 3.

Occorre evitare il consumo eccessivo di carboidrati così come quello di zuccheri semplici e complessi.

Carboidrati e zuccheri inducono infatti processi infiammatori che possano causare alterazioni del microbiota.

I probiotici sono invece dei validi alleati per il ripristino dell’eubiosi del microbiota intestinale.

Si tratta di microrganismi vivi, di origine batterica non patogena.

Sono presenti in integratori ma anche in preparazioni alimentari como lo yogurt intero bianco, nel kefir, e nella ricotta

I probiotici hanno la funzione di arricchire la flora intestinale e potenziare le difese immunitarie.

Tra quelli più indicati per la buona salute del nostro microbiota intestinale vi sono:

  • Lactobacillus acidophilus
  • Lactobacillus plantarum
  • Bifidobacterium animalis
  • Bifidobatcterium lactis

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here