Finasteride e depressione: esiste una relazione?

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La caduta dei capelli può per alcune persone diventare un problema pressante ed in alcuni casi una vera e propria ossessione.

L’alopecia androgenetica è la causa più comune di caduta e numerosi studi hanno dimostrato come circa il 50% delle persone di più di 50 anni ne soffrano in forma più o meno grave.

Tra i numerosi farmaci da banco e dietro ricetta per la cura della calvizie ve n’è uno in particolare che ha generato polemica per alcune inchieste recenti che legano il suo uso ad un incremento di condotte depressive ed in alcune casi anche allo sviluppo di tendenze suicide.

Scoperte preoccupanti: l’inchiesta della Reuters

Il farmaco in questione è la finasteride, venduta sotto il nome commerciale di Propecia.

Un’inchiesta dell’agenzia di stampa Reuters che ha analizzato atti e registri giudiziali declassificati mostra come sia gli enti di vigilanza americana che il produttore del farmaco (Merck, Sharp&Dohme) fossero a conoscenza delle segnalazioni riguardanti comportamenti suicidi da parte degli utilizzatori di Propecia.

Sia il produttore che le autorità di regolamentazione, durante la revisione del 2011 del foglietto illustrativo di Propecia, non hanno provveduto ad aggiornare lo stesso per includere maggiori informazioni su questo nuovo rischio potenziale.

La Reuters nella sua inchiesta ha rivelato come la Food and Drug Administration (FDA) dal 2011 ad oggi abbia ricevuto più di 700 segnalazioni relative a tendenze suicide o a morti per suicidio tra gli utilizzatori di Propecia o delle versioni generiche di finasteride.

Il numero di morti per suicidio tra gli utilizzatori di finasteride era pari almeno a 100 persone.

La Reuters riporta inoltre come durante i primi 14 anni di vendita del Propecia la FDA avesse ricevuto solo 34 segnalazioni di cui 10 facevano riferimento a morti per suicidio.

L’agenzia di stampa ha rivelato che una ricerca interna della stessa Merck effettuata nel 2009 aveva portato a conoscenza l’esistenza di oltre 200 segnalazioni arrivate al produttore in cui si menzionavano problemi di depressione e di pensieri suicidi tra gli uomini che assumevano Propecia.

All’epoca si determinò che il numero di segnalazioni riguardanti supposti comportamenti depressivi o suicidi non fosse tale da richiedere nulla in più di un normale monitoraggio della situazione.

Lo studio pubblicato sul Journal of American Medical Association

Uno studio pubblicato nel 2020 dal prestigioso Journal of American Medical Association ha mostrato come le segnalazioni di problemi di ansia, depressione e tendenze suicide tra uomini di meno di 45 anni che utilizzavano finasteride siano aumentate significativamente a partire dall’anno 2012.

Per questa ricerca ci si è basati sul database dei rapporti sulla sicurezza dei farmaci raccolti in oltre 150 paesi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Da sottolineare come, sempre nel 2012, anche l’agenzia italiana del farmaco (Aifa) abbia riportato i dati di uno studio che evidenziava sintomi depressivi e tendenza suicide in pazienti trattati con finasteride.

Finasteride e depressione: la risposta della Merck

La risposta ufficiale della Merck è stata che: “l’evidenza scientifica non è sufficiente per ritenere che vi sia un legame causale tra l’uso di Propecia e lo sviluppo di tendenze suicide e di conseguenza questi termini non dovrebbero essere utilizzati nel foglietto illustrativo”.

La dichiarazione del produttore continuava indicando come “Merck continuerà a lavorare a stretto contatto con gli enti regolatori per assicurarsi che potenziali problemi legati all’uso del farmaco sia analizzati dettagliatamente e se necessario, segnalati nel foglietto illustrativo di Propecia”.

La FDA ha a sua volta rilasciato una dichiarazione affermando che continuerà a monitorare i dati sulla sicurezza post commercializzazione di Propecia.

La FDA ha inoltre sottolineato come il fatto che esistano queste segnalazioni non significhi che “il farmaco abbia causato l’evento avverso” e come questi problemi (depressione, tendenza suicide) possono essere dovuti a “patologie sottostanti per le quali il paziente era in cura, o alla concomitante assunzione di altri farmaci o ad altre ragioni”.

Il nostro personale consiglio è quello di verificare sempre il proprio stato d’animo durante l’assunzione di Finasteride e di cercare possibili alternative se in passato si è sofferto di depressione o di altri disturbi mentali.

In caso la caduta di capelli via stia provocando depressione un valido strumento di supporto potrebbe essere quello di condividere le vostre sensazioni in forma anonima con altre persone che soffrono dello stesso problema, attraverso forum specializzati come ad esempio Bellicapelliforum

 

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Founder del Forum Bellicapelli dal 2005, punto di riferimento e guida per gli utenti al trapianto di capelli in Europa. Dopo essersi sottoposto a varie chirurgie con scarsi risultati, si è rivolto ai chirurghi internazionali Hasson&Wong i quali sono riusciti, grazie alla loro competenza chirurgica, ad eseguire un trapianto repair in maniera magistrale. Proprio grazie alla sue esperienza diretta in materia, ha deciso di condividere la sua esperienza in modo da poter indirizzare il pubblico alla scelta migliore nel percorso di cura della calvizie. Bola si occupa di aggiornare quotidianamente il forum e di scrivere articoli specifici sulla perdita dei capelli e la chirurgia della calvizie.

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