Il ruolo del microbioma nell’Alopecia Areata

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L’alopecia areata è una forma di calvizie non cicatrizzante di natura autoimmune potenzialmente reversibile.

Si tratta della seconda forma più comune di perdita di capelli nella popolazione umana, dopo l’alopecia androgenetica.

Più di 147 milioni di persone nel mondo hanno sperimentato problemi di alopecia areata nel corso della loro vita.

Nei soggetti che soffrono di alopecia areata la fase catagen è estremamente breve o non si verifica per nulla ed i capelli entrano rapidamente in fase telogen.

Da un punto di vista clinico questo conduce ad una perdita di capelli in chiazze a forma di anello o circolare.

Questa perdita di capelli si può estendere a tutto lo scalpo (alopecia totalis) o all’intero corpo (alopecia universalis).

Alopecia areata: quali le cause?

Le cause che portano all’insorgere dell’alopecia areata non sono ad oggi ancora chiare e sono oggetto di studio sin dall’inizio del 1800.

Le evidenze cliniche e l’associazione con altri disordini di tipo autoimmune sottolineano l’importante ruolo del sistema immunitario e dei processi infiammatori nelle fasi iniziali di sviluppo dell’alopecia areata.

Sono state avanzate anche altre ipotesi quali squilibrio ormonale, stress psicologico, predisposizione genetica, disturbi locali della pelle dello scalpo e carenze nutrizionali.

La nascita del progetto HMPA

Recentemente alcuni autori hanno iniziato ad ipotizzare che l’alopecia areata potesse essere in qualche modo legata al microbioma della pelle e del cuoio capelluto e ad un suo squilibrio (definito come disbiosi).

Per studiare questo legame è nato lo Human Microbiome Advanced Project (HMPA).

Si tratta di un progetto di ricerca multidisciplinare ed italiano che focalizza la propria attenzione sulla pelle e sul cuoio capelluto.

Gli studi condotti grazie a campioni attraverso campioni di cute, scalpo, saliva, feci ed urine raccolti in centri dermatologici specializzati ed analizzati nel laboratorio dello studio del microbioma di Giuliani, hanno permesso di ottenere informazioni sulle alterazioni del microbioma in patologie come l’alopecia areata ma anche del lichen planopilaris e dell’alopecia androgenetica.

Il microbioma è l’insieme dei microorganismi che abitano il corpo umano (batteri, virus e funghi) .

Il microbioma cutaneo e il suo importante ruolo

La pelle ospita un numero molto grande di microorganismi (da 4 a 80 milioni per cm2 di pelle) la maggior parte dei quali sono benefici per l’uomo. Questi microorganismi dialogano con le cellule della pelle (epiteliali).

Il microbioma cutaneo svolge un ruolo di supporto alle difese immunitarie della pelle oltre che un’azione antinfiammatoria attraverso le molecole che alcuni di questi batteri sono in grado di produrre.

Tra i microorganismi che abitano la cute il più comune è il Propionibacterium acnes (che provoca l’acne in soggetti predisposti) seguito dal Staphylococcus epidermidis che combatte la crescita dello Staphylococcus aureus, anch’esso molto comune a livello cutaneo e il cui aumento oltre i valori normali è associato a diverse patologie.

Molte patologie cutanee sono strettamente legate ad uno “sbilanciamento” della simbiosi fra i microorganismi residenti sulla pelle e la pelle stessa.

Tale situazione è comunemente nota con il termine “disbiosi”.

Lo studio della HMP Lab pubblicato su PlosOne

Uno studio dell’HMP Lab, spin off dell’azienda Giuliani, ha permesso di identificare in maniera marcata, una diversa composizione microbica fra il cuoio capelluto normale e quello affetto da alopecia areata.

Si è mostrato quindi il ruolo della disbiosi microbica nell’alopecia areata.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati in una delle riviste più prestigiose in campo scientifico come PlosOne.

Lo studio che ha coinvolto 30 persone di cui 15 con cuoio capelluto sano e 15 con alopecia areata.

Si è mostrato come nei soggetti con AA vi sia un aumento di Propionibacterium acnes e un generale decremento di Staphylococcus epidermis.

Nei soggetti con alopecia areata si è osservata inoltre una minore variabilità del microbiota e questo potrebbe riflettere una salute compromessa dello scalpo.

Particolarmente importante è la presenza del batterio Prevotella copri nello strato subepidermico dello scalpo dei soggetti affetti da Alopecia Areata.

Questo può essere correlato ad una componente autoimmune di questa patologia dato che lo stesso batterio si è dimostrato essere rilevante nella patogenesi dell’artrite reumatoide.

I risultati di questo studio sono di grande utilità perché permettono si sviluppare strategie in grado di risolvere lo squilibrio del microbiota dello scalpo. Questo è legato ad un  miglioramento clinico o alla risoluzione del problema dell’alopecia areata.

Migliorare lo stile di vita e l’alimentazione ad esempio sono due semplice modi per riequilibrare il nostro microbioma ma di questi parleremo nei prossimi articoli.

 

 

 

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