Integratori e capelli: Il ruolo della vitamina D nelle alopecie non cicatriziali.

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La storia della Vitamina D parte da lontano…

Nel diciassettesimo secolo fu scoperto la connessione tra deficit di vitamina D nel rachitismo; nel 1882 Sniadecki realizzò l’importanza dell’esposizione solare per la prevenzione e la cura dello stesso rachitismo e oggi, nel terzo millennio, il ruolo della vitamina D è ancora oggetto di studio e di grande interesse.

Vitamina D: Come si ottiene?

Possiamo ottenere la vitamina D in due modi: il colecalciferolo (Vit D3) può essere introdotto con la dieta tramite fonti animali (salmone, sardine, tonno, ma anche uova, latte e latticini) ; mentre l’ergocalciferolo (Vit D2), un’altra forma di Previtamina D, può essere reperito in sorgenti vegetali.

La vitamina D è un propormone liposolubile.

Il secondo modo in cui il corpo ottiene la vitamina D è l’esposizione alle radiazioni solari.

I fotoni contenuti nei raggi UVB producono nell’epidermide la conversione della precursore in vitamina D3 (colecalciferolo). La molecola deve subire poi un’ulteriore passaggio di idrossilazione nel fegato e nel rene per diventare un metabolita attivo (idrossicolecalciferolo).

Nel 2009 le maggiori società scientifiche internazionali stabilirono che il miglior marker del metabolismo della vitamina D fosse il 25(OH)D, tuttavia non vi fu accordo nel definire i livelli deficienza e/o di insufficienza della vitamina D stessa.

Deficienza di vitamina D e fattori di rischio

L’American Endocrine Society definisce un livello sotto i 20 ng/mL come deficienza mentre un livello tra i 20 e i 30 ng/mL come insufficienza.

I maggiori fattori di rischio per la deficienza di vitamina D includono l’obesità, il fumo, un insufficiente esposizione solare e l’età avanzata. A questi va aggiunto l’utilizzo di farmaci anticonvulsivanti, antiretrovirali, ormonali oncologici e, soprattutto, corticosteroidei.

Esiste una tossicità da vitamina D quando il livelli superano i 200 ng/ml, che può manifestarsi con anoressia, calo ponderale, poliuria, aritmie. La tossicità da vitamina D incrementa altresì il rischio di calcificazioni renali e tissutali.

Per questa ragione l’assunzione di integratori a base di vitamina D dovrebbe essere monitorata nel tempo.

L’importante ruolo del recettore VDR

La cute è un organo chiave per la vitamina D non solo per il ruolo dei cheratinociti e dei fibroblasti nella sua sintesi, ma anche perché costituisce un target dei suoi metaboliti.

Si è dimostrato che anche i cheratinociti posseggono l’attività di 1 alfa e 25 idrossilazione.

Altre cellule poi, inclusi i macrofagi e le cellule dendritiche, sono capaci di  sintetizzare la forma attiva della vitamina D grazie a segnali immunoregolatori indipendenti dal calcio.

La vitamina D esercita le sue azioni attraverso l’interazione con il suo recettore VDR, espresso a sua volta nei cheratinociti, nelle cellule dendritiche, nei macrofagi, nei linfociti T e B, e nelle maggiori popolazioni delle cellule dei capelli ovvero i cheratinociti epidermici e le cellule mesodermiche della papilla del follicolo pilifero.

Il recettore VDR è cruciale per l’integrità del follicolo pilifero la sua deficienza può inibire la differenziazione dei cheratinociti e alterare il ciclo del capello.

Secondo alcuni studi su topi VDR knocked-out (ovvero modificati appositamente dai genetisti per non esprimere il gene VDR) il recettore pare fondamentale per l’inizio della fase anagen.

Il ruolo della Vitamina D nelle patologie tricologiche:

Per quanto riguarda il ruolo clinico e pratico della vitamina D nelle patologie tricologiche, molto ancora rimane da chiarire. Vi sono studi pubblicati in merito a diversi quadri che non sono conclusivi.

Vitamina D ed alopecia areata

Una Review sistematica di Lee su 14 studi (1255 pazienti con AA e 784 pazienti controllo), riporta che il livello sierico di 25 (OH) D è significativamente più basso nei pazienti con alopecia areata rispetto ai pazienti sani.

Questo studio non riporta tuttavia una chiara correlazione tra l’estensione dell’alopecia areata e i livelli di vitamina D.

Uno studio più recente di Gade dimostra la riduzione dei valori di 25 (OH) D nei pazienti con AA e correla l’entità di tale insufficienza con la severità del quadro clinico.

Uno studio prospettico di Thompson su 55.000 donne, non trova alcuna associazione tra introduzione con la dieta o supplementazione di vitamina D e rischio di sviluppare l’alopecia areata.

Vitamina D ed alopecia androgenetica femminile

La Female Pattern Hair Loss  è uno dei quadri più comuni di patologia tricologica nella donna. Il possibile ruolo della vitamina D nella sua patogenesi è stato suggerito da diversi studi.

In essi le pazienti con FPHL presentavano bassi livelli di vitamina D correlati all’entità del problema di capelli.

Uno studio di Fawzi ha inoltre riportato una ridotta espressione del VDR nei pazienti con FPHL.

Vitamina D e telogen effluvium

Per quanto riguarda l’influenza dei livelli di vitamina D nel telogen effluvium, gli studi pubblicati presentano delle discrepanze. Secondo alcuni autori il livello di vitamina D sarebbe più basso nelle pazienti con TE e il valore correlerebbe con la severità del quadro clinico. Tutto ciò sarebbe vero per le pazienti donne ma non per i maschi.

Secondo altri studi il livello di vitamina D sarebbe aumentato nei pazienti affetti da TE, probabilmente per effetto compensatorio.

Vitamina D: l’integrazione è necessaria?

Tutti gli studi citati presentano delle disomogeneità di fondo, tali da non renderli direttamente comparabili.

Tra questi vanno citati: il diverso numero di pazienti inclusi nel campione preso in esame, i differenti criteri di inclusione dello studio, la stagione dell’anno in cui veniva eseguita l’analisi dei livelli della vitamina D, il metodo di misurazione della vitamina D stessa.

Ad oggi non vi sono tuttavia studi dimostranti che la supplementazione orale di vitamina D o la sua applicazione topica porti un vantaggio nei pazienti con patologia tricologica.

Concludendo è buona pratica clinica misurare la vitamina D nei pazienti tricologici.

Senza dubbio è utile un pannello di esami di primo livello che vada a chiarire eventuali stati carenziali.

La terapia dei problemi di capelli deve tener conto dei molteplici fattori tra i quali il deficit di vitamina D può avere un ruolo.

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Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Padova, ha conseguito il Diploma Post Lauream in Medicina Estetica a Bologna (2011) e successivamente il Master Universitario in Scienze Tricologiche presso l’Università degli Studi di Firenze (2014). Ha inoltre approfondito l’anatomia applicata alle tecniche iniettive di filler e tossina botulinica con un Master presso il Dipartimento di Anatomia dell’Università di Malta (2015) e dell’Università di Nizza (2017). Medico Estetico e Medico Tricologo la Dott ssa Zazzaron ha collaborato come KOL (Key Opinion Leader) per le maggiori aziende del settore (Galderma, IBSA, IPSEN…), partecipando come speaker e trainer a congressi ed eventi nazionali e internazionali (Spagna, Francia, Brasile, Canada, Russia). È rappresentante regionale della Società Italiana di Medicina e Chirurgia Estetica (SIES) e membro del consiglio didattico dell’Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino (AITEB), nonché docente a chiamata presso le principali scuole di Medicina Estetica Italiane. E’ inoltre socio SITRI (Società Italiana di Tricologia) e SIME (Società Italiana di Medicina Estetica) e membro del Board Editoriale di MEC (Medicina Estetica Channel). Ha pubblicato articoli in diverse riviste scientifiche nazionali e internazionali, nonché capitoli di volumi a scopo didattico. Dirige un poliambulatorio a Roncade (TV) specializzato in Medicina Estetica e Antiaging e Tricologia coordinando uno staff di 10 Medici (Medici Estetici, Dermatologi, Chirurgo Plastico), una nutrizionista, una massofisioterapista e 3 assistenti.

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