La necrosi nel trapianto di capelli

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Cos’è la necrosi?

In medicina il termine necrosi (In campo medico il termine necrosi (che deriva dal Greco νέκρωσις e significa “morte” o “processo di morte”) si riferisce alla morte delle cellule, gruppi di cellule, parti di organi o tessuti.

La necrosi si verifica quando si ha un insufficiente flusso sanguigno per un periodo di tempo prolungato in una determinata parte del corpo. Come sappiamo il flusso sanguigno apporta l’ossigeno ed i nutrienti di cui le cellule hanno bisogno per sopravvivere.

Una volta che l’apporto sanguigno per qualsiasi ragione si interrompe le cellule ed il tessuto muoiono. La zona interessata assume prima una colorazione bluastra, successivamente diventa nera e può infettarsi. La necrosi è un processo irreversibile.

Sfortunatamente la necrosi è una complicazione che può verificarsi anche a seguito di un trapianto di capelli ed in questo articolo cercheremo di capirne le ragioni e cosa si può fare se sfortunatamente dopo l’intervento il nostro scalpo presenta zone necrotiche.

Come si presenta la necrosi sul cuoio capelluto?

Inizialmente ciò che si può notare sono delle zone nell’area ricevente, in cui abbiamo ricevuto gli innesti, che presentano una colorazione violacea, come se fossero presenti dei piccoli lividi. Questo è dovuto ad un accumulo di sangue sotto lo scalpo, derivante dal trauma provocato dalla chirurgia.  Col passare dei giorni la zona inizierà a presentare delle croste spesse e nere che progressivamente diminuiranno la loro dimensione fino a cadere e in quell’area si formerà del tessuto cicatriziale. Molto spesso la zona prima della caduta della crosta nera si infetta ed è necessario seguire una terapia antibiotica.

Sfortunatamente nessuna delle unità follicolari presenti in quella zona sopravvivrà.

Alcuni studi hanno dimostrato come la zona della scalpo più colpita da necrosi dopo un trapianto di capelli sia la zona mediana (mid scalp in inglese) soprattutto nel lato destro della regione parietale.

In alcuni casi la necrosi si può verificare anche in area donante.

Nel caso di tecnica strip la necrosi si verifica quando i due lembi della cicatrice sono spinti con forza tra di loro per suturarli a causa di un’eccessiva tensione. Il chirurgo inesperto non verifica l’elasticità dello scalpo punto per punto e se vi è un’eccessiva tensione e pressione in una determinata area, si causerà ischemia e si verificherà necrosi.

In caso di FUE la necrosi in area donante è una complicazione rara che si può verificare quando vi è un eccesso di prelievi in una determinata zona.

Cosa causa la necrosi dopo un trapianto di capelli?

Possiamo suddividere in due gruppi le cause che provocano la necrosi nel trapianto di capelli, il primo gruppo è legato ad errori chirurgici mentre il secondo al comportamento del paziente.

Cause chirurgiche della necrosi nel trapianto di capelli:

  • Numero eccessivo di incisioni in una determinata area dello scalpo: molto spesso si sottovaluta l’importanza della fase di apertura dei canali nel trapianto di capelli. Spesso i pazienti che si affacciano al mondo della chirurgia della calvizie senza un’adeguata preparazione hanno una sola richiesta quando si presentano in clinica per l’intervento: ottenere la massima densità possibile. Quando la fase di incisione (apertura dei canali) è affidata ad un chirurgo con poca esperienza o ad un tecnico assistente, che vuole assecondare a tutti costi i desideri del paziente, il rischio è che siano effettuate troppe incisioni in una determinata area per cercare di raggiungere la massima densità, questo provocherà ischemia (riduzione dell’apporto sanguigno alla zona) con conseguente necrosi.
  • Incisioni (apertura dei canali) effettuate troppo in profondità: si tratta di un ulteriore errore chirurgico che può portare ad un danneggiamento dei capillari e dei vasi sanguigni del tessuto di una determinata area con conseguente necrosi. Il “controllo della profondità” delle incisioni è estremamente importante per evitare una serie di problemi che si possono verificare dopo la chirurgia tra cui vi è anche la necrosi. Ancora una volta è importante sottolineare come a nostro parere questa fase delicata dell’intervento debba essere effettuata dal chirurgo e non da assistenti inesperti.
  • Incisioni troppo “larghe”: spesso, soprattutto in cliniche che non utilizzano il microscopio per preparare le unità follicolari, il rischio è quello che le incisioni effettuate siano troppo “larghe” nel tentativo di creare un sito ricevente adatto per unità follicolari multiple (da 3-4 capelli). In alcune cliniche si utilizzano spesso queste multiple per creare densità ed effettuare molte incisioni “larghe” in una determinata zona può ancora una volta portare ad ischemia ed a necrosi.
  • Uso eccessivo di epinefrina: L’epinefrina, o adrenalina è normalmente utilizzata nel trapianto di capelli per evitare un eccessivo sanguinamento che potrebbe portare a “popping” (fuoriuscita delle unità follicolari dalla loro sede a causa dell’eccessivo sanguinamento).

Gli studi sull’utilizzo eccessivo di epinefrina sono contrastanti. In alcuni casi, infatti, è stato trovato un collegamento tra un uso eccessivo di epinefrina nel trapianto di capelli e necrosi. Altri studi hanno invece contraddetto queste scoperte.

Un chirurgo esperto saprà decidere qual è il giusto dosaggio di epinefrina, evitando potenziali problemi.

Possibili cause di necrosi nel trapianto di capelli dovute alle caratteristiche o al comportamento del paziente:

  • Fumo: Un paziente che fuma si espone ad un maggior rischio di necrosi dato che il fumo agisce come vasocostrittore ostacolando la guarigione delle ferite e riducendo l’ossigenazione per le unità follicolari innestate. In caso di accaniti fumatori il rischio di necrosi aumenta esponenzialmente. Quando si imbatte in un paziente fumatore il chirurgo coscienzioso dovrebbe esigere uno stop al fumo almeno 1 mese prima dell’intervento e se il paziente non fosse in grado di smettere di fumare dovrebbe cercare di innestare ad una densità non particolarmente elevata per evitare problemi di ricrescita e di ischemia.
  • Diabete: I pazienti diabetici presentano difficoltà nel rimarginare le ferite e hanno un rischio maggiore del 40% di sviluppare necrosi dopo un trapianto di capelli. Per questa ragione se il diabete non è tenuto sotto controllo attraverso un’adeguata terapia medica è sconsigliato per questi pazienti sottoporsi a chirurgia.

Cosa fare se il mio scalpo presenta zone con necrosi dopo l’intervento?

Nel caso sfortunato che il vostro scalpo presenti zone necrotiche dopo l’intervento la cosa migliore da fare è contattare la clinica che vi ha operato in modo tale che vi sia data una ricetta per acquistare un antibiotico nel caso, più che probabile, che la zona si infetti.

Se la clinica è lontana o non vi risponde in tempi rapidi prenotate una visita con un dermatologo esperto in tricologia.

Se la necrosi si è verificata in area ricevente dovrete rassegnarvi al fatto che in quella zona i capelli trapiantati non ricresceranno e vi sarà del tessuto cicatriziale.

Non tutto è perduto però perché in futuro sarà possibile innestare in quella zona per ripristinare un’adeguata densità. Il processo richiederà però almeno 2 interventi, il primo dovrà essere a bassa densità per rivascolarizzare la zona. Dopo 10-12 mesi di potrà intervenire nuovamente per aumentare la densità al livello desiderato.

Cosa può fare il paziente per evitare la necrosi dopo un trapianto di capelli?

Il primo step è sicuramente cercare di affidarsi ad una clinica in cui la delicata fase di incisione è eseguita da un chirurgo esperto e non ad assistenti alle prime armi. Come sopra spiegato gli errori chirurgici legati a questa fase possono essere molteplici e condurre a necrosi.

Un ulteriore ma non meno importante step è quello di curare l’alimentazione per garantire un adeguato apporto di nutrienti alle unità follicolari innestate ed evitare assolutamente di fumare soprattutto se ci si vuole sottoporre ad un intervento dense pack (ad alta densità).

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Founder del Forum Bellicapelli dal 2005, punto di riferimento e guida per gli utenti al trapianto di capelli in Europa. Dopo essersi sottoposto a varie chirurgie con scarsi risultati, si è rivolto ai chirurghi internazionali Hasson&Wong i quali sono riusciti, grazie alla loro competenza chirurgica, ad eseguire un trapianto repair in maniera magistrale. Proprio grazie alla sue esperienza diretta in materia, ha deciso di condividere la sua esperienza in modo da poter indirizzare il pubblico alla scelta migliore nel percorso di cura della calvizie. Bola si occupa di aggiornare quotidianamente il forum e di scrivere articoli specifici sulla perdita dei capelli e la chirurgia della calvizie.

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