Prostaglandina PGD2 e calvizie – un killer dei follicoli

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Il ruolo negativo della prostaglandina PGD2 nella salute dei capelli

Alcune recenti ricerche cliniche hanno mostrato l’interazione che esiste tra prostaglandine e ciclo follicolare pilifero.

Vediamo quali sono gli effetti che le differenti tipologie di prostaglandine possono causare.

Prostaglandine – funzione e ruolo nel processo infiammatorio

Le prostaglandine sono acidi ciclopentanoici derivati dall’acido arachidonico, coinvolte in numerose attività biologiche.

Esse si comportano in maniera simile agli ormoni, in quanto vengono rilasciate dagli organi nel sangue al bisogno, andando ad agire direttamente sull’organo destinatario. Sono coinvolte nei processi infiammatori e svolgono la loro funzione proprio nello stesso organo in cui vengono rilasciate.

Il loro nome deriva dalla zona in cui sono state scoperte. Per la prima volta furono trovate nel liquido seminale, sviluppando la falsa credenza che queste fossero rilasciate normalmente solo da una ghiandola prettamente maschile, ovvero la prostata. Successivamente le ricerche in quest’ambito furono intensificate, scoprendo che esse vengono prodotte anche in altre parti dell’organismo e definendone i singoli ruoli.

 

Quanti tipi di prostaglandine esistono?

Seppur abbiano elementi strutturali in comune, esistono differenti varietà di prostaglandine, differenziate in termini di legami chimici (elementi che si legano sull’anello del ciclo-pentano e doppi legami della catena laterale). I tipi di prostaglandine prodotti dall’organismo vengono identificati con la sigla “PG” (che sta per Prostaglandine) seguita da una lettera maiuscola dalla A alla I come segue: PGA, PGB, PGC, PGD, PGE, PGF, PGG, PGH e PGI.

Nello specifico, alcuni studi clinici hanno analizzato la correlazione tra i differenti tipi di prostaglandine e il ciclo follicolare pilifero. 

Ciò che è emerso è che, quelle facenti parte delle categorie E ed F (PGE e PGF), siano in grado di promuovere la crescita dei capelli. 

Quelle appartenenti alla categoria D, al contrario, possono causare l’avanzamento della calvizie, bloccando la fase di maturazione follicolare e, conseguentemente, il processo di crescita dei capelli.

 

La prostaglandina PGD2 – come agisce sulla calvizie

La prostaglandina PGD2 agisce sulle cellule staminali dei follicoli piliferi dell’area di Bulge, legandosi tramite il recettore Gpr44. Proprio quelle cellule agiscono, infatti, sul ciclo di vita pilifero e quindi anche dei capelli. Essa può causare la miniaturizzazione e l’inibizione del processo di sviluppo del follicolo pilifero, portando i capelli a diventare sempre più deboli e, infine, a cadere.

Al pari degli ormoni maschili, DHT e testosterone, la prostaglandina PGD2 può essere un vero killer dei follicoli.

Presso l’Università della Pennsylvania, alcuni studiosi hanno condotto delle ricerche su alcune cavie per analizzare l’importanza del ruolo della prostaglandina PGD2. Durante la ricerca è stata svolta una biopsia su zone prive di peli, scoprendo che queste possedevano valori altissimi della prostaglandina citata. Le zone vicine, invece, dove i peli non erano stati intaccati, mantenevano dei normali livelli di PGD2.

Da questo studio emerge particolarmente la responsabilità che ricopre la prostaglandina PGD2 nel fenomeno della calvizie.

Anche in tema di trapianto di capelli, i test hanno dimostrato quanto detto: anche in quel caso, la prostaglandina PGD2 può causare gravi effetti di miniaturizzazione capillare e atrofizzazione follicolare.

 

Ultimi aggiornamenti delle ricerche sulle prostaglandine

Dal mondo della ricerca, attualmente si è in procinto di trovare una molecola che sia in grado di inibire la PGD2 e creare un legame con il recettore Gpr44. Tale legame potrebbe bloccare l’interazione con la prostaglandina e, conseguentemente, i suoi effetti negativi sulla salute dei capelli.

Gli ultimi aggiornamenti affermano che le cellule staminali siano in grado di inibire l’azione dell’enzima che causa la formazione delle molecole di PGD2. In questo momento sono ancora in svolgimento delle sperimentazioni in merito, quindi bisognerà ancora attendere per poter avere dei veri farmaci progettati contro la caduta e la prostaglandina PGD2. Forse, queste ricerche potranno trovare finalmente la soluzione al processo di atrofizzazione follicolare e promuovere il benessere dei capelli.

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Dr. Vincenzo Masullo
Il Dr. Masullo Vincenzo consegue la sua laurea in Medicina e Chirurgia presso la II Università degli Studi di Napoli. Spinto dalla sua passione, investe con dedizione nella sua formazione accademica, con la specializzazione in Microbiologia, sempre presso l’ateneo di Napoli, poi in Dermochirurgia e Chirurgia della Calvizie, presso l’Università degli Studi di Firenze. E’ membro delle più importanti associazione di settore: membro votante dell’ISHRS una delle più rilevanti organizzazioni mondiali nell’ambito della chirurgia della calvizie; è membro della World FUE Institute, della S.I.Tri. (Società Italiana di Tricologia) e di altre importanti organizzazioni del settore. Ha un’esperienza trentennale nell’ambito della chirurgia: nel 1992 le sue prime esperienze professionali chirurgiche in collaborazione, il Dr Masullo, oggi, è tra i più stimati chirurghi specializzati del trapianto di capelli con tecnica FUE. Il Dr. Masullo, pur ritenendo la Tecnica FUT (Strip Extraction) valida, con risultati indiscutibilmente ottimi, nel 2007 sceglie di utilizzare la Tecnica FUE (Follicular Unit Extraction), considerandola molto meno invasiva e più funzionale anche a quelle che erano le richieste dei pazienti, specializzandosi e divenendo un punto di riferimento nel campo. Il Dr Masullo utilizza un micro punch manuale del diametro di 0,6 / 0,8 millimetri riducendo la traumaticità alle unità follicolari nell’atto della estrazione.

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