Trapianto e Tricopigmentazione: possono coesistere?

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tricopigmentazione e trapianto di capelli

Come riconoscere i primi segnali di Alopecia androgenetica

Riconoscere i sintomi che può provocare l’Alopecia Androgenetica non è facile, ma neanche impossibile.

Nella maggior parte dei casi, i primi sospetti compaiono quando la perdita di capelli non è dovuta ad un cambio di stagione o ad un periodo di particolare stress.

Purtroppo molte persone si rivolgono troppo frettolosamente a figure non qualificate, le quali non conoscono a fondo la materia e dunque possono consigliare dei trattamenti erronei al soggetto.

Solo nel momento in cui ci si rivolge ad un professionista come un dermatologo o tricologo, si può pensare di fermare la caduta dei capelli con terapie mirate e personalizzate.

È importante ricordare che l’uso di medicinali topici o sistemici come il Minoxidil o la Finasteride non sono in grado di salvare i bulbi piliferi ormai atrofizzati dall’alopecia androgenetica o stimolarne la ricrescita.

La causa della perdita dei capelli è da riscontrare all’interno dell’enzima 5 alpha reduttasi, il quale trasforma il testosterone prodotto dal bulbo pilifero in diidrotestosterone (DHT). Il DHT è il responsabile dei processi di miniaturizzazione follicolari in soggetti adulti e predisposti geneticamente.

In questo caso il farmaco topico ha la funzione di disinibire la produzione di DHT all’interno del bulbo.

L’unico dettaglio rilevante è che la Finasteride agisce soltanto nel momento in cui viene assunta, e cessa di funzionare nel momento in cui esso viene sospeso.

 

Soluzioni per non perdere i propri capelli

Come già detto, tra le varie soluzioni per bloccare la caduta dei capelli, l’assunzione di integratori e farmaci fanno sicuramente parte di alcune di queste, ma non sono le uniche.

  • Il trapianto dei capelli è sempre stato visto come una delle soluzioni più veloci per poter risolvere un problema estetico, ma soprattutto psicologico. Parliamo di un intervento chirurgico eseguito in una sola giornata, in ambienti sicuri e con professionisti specializzati nel settore della chirurgia.
  • Infine, la tricopigmentazione, tecnica all’avanguardia, promette di essere una soluzione poco invasiva ed efficace a lungo termine, consiste nel depositare un pigmento nella parte più superficiale del Derma, simulando il pelo in crescita.

 

Che cos’è la tricopigmentazione. Non un semplice tatuaggio…

Molto spesso si confonde la tecnica della tricopigmentazione con quella dei tatuaggi, dato che le strumentazioni utilizzate sono simili.

In realtà la tricopigmentazione viene associata erroneamente e volgarmente al tatuaggio, in quanto vi sono alcune differenze singolari fra le due.

Il pigmento, innanzitutto, nella versione temporanea, viene riassorbito dall’organismo se non viene ritoccato entro 3-4 anni dal suo primo deposito; la strumentazione con cui si effettua il trattamento è costruita appositamente per depositare il pigmento nella parte più superficiale del Derma, evitando così il viraggio del colore e la formazione di macchie.

Gli aghi, inoltre, sono formati da una punta liscia e una parete rugosa, che permettono all’operatore di dosare la pressione della mano ed eseguire il protocollo in maniera precisa e controllata.

 

Tricopigmentazione complementare al trapianto di capelli

Sottoporsi ad un trapianto di capelli può risolvere in modo definitivo il problema della calvizie.

Uno dei problemi più rilevanti quando si pianifica un trapianto di capelli è che spesso l’area donatrice è sottostimata rispetto alle necessità, e il numero di follicoli prelevabili non è sufficiente per coprire la zona trapiantata al 100%, lasciando alcune parti scoperte in cui è visibile la cute.

Nella fattispecie, la tricopigmentazione gioca un ruolo fondamentale, in quanto permette di rinforzare la densità del cuoio capelluto simulando una chioma più folta.

In questo caso si effettua un trattamento con effetto densità: 4 sedute secondo il protocollo, due in due giorni consecutive e altre due a distanza di un mese.

 

Quando non è possibile trattare un soggetto con effetto densità?

Molte persone sono caratterizzate da un piccolo diradamento, nella maggior parte dei casi si tratta della zona del vertice.

Sembra semplice dover coprire una sola zona, in realtà non lo è.

Non è possibile effettuare un effetto densità quando il resto dei capelli già presenti non è in grado di coprire in parte quella zona. Perché? Dobbiamo semplicemente pensare al fatto che i nostri capelli hanno un volume, mentre il pigmento utilizzato per la tricopigmentazione è piatto, e andando a coprire la zona colpita da diradamento, sarebbe possibile notare la differenza tra i capelli e il pigmento.

In questi casi viene consigliato un cambio look attraverso l’effetto rasato, che donerebbe un effetto naturale e uniforme alla cute.

Tricopigmentazione come alternativa al trapianto

 Seppur il trapianto di capelli possa sembrare la soluzione più veloce ed efficace, non sempre è la soluzione adatta a tutti.

Ci sono casi in cui il chirurgo sconsiglia l’intervento del trapianto; per esempio nei casi in cui la zona donatrice non possiede abbastanza bulbi piliferi per poter promettere una buona coprenza della cute, oppure quando il diradamento non è ancora completo e dunque non è possibile prevedere la grandezza finale della zona da trattare in futuro.

È proprio in questi casi che la Tricopigmentazione diventa fondamentale, fungendo da alternativa al trapianto.

Si tratta di un trattamento estetico, meno invasivo rispetto al trapianto che simula in modo ottimale il capello in crescita attraverso l’effetto rasato.

 

I benefici della tricopigmentazione, in quanti modi può essere utilizzata

La tricopigmentazione può essere usata in maniera sinergica non solo per effettuare l’effetto densità sui capelli a seguito di un trapianto, ma viene adoperata anche:

  • Per coprire le cicatrici a seguito di un trauma o un trapianto di capelli con tecnica FUE o Fut (Strip)
Tricopigmentazione su cicatrice strip
Tricopigmentazione su cicatrice FUE
  • Per effettuare un trattamento di tricopigmentazione con effetto rasato nei casi in cui il trapianto non abbia avuto successo e i capelli siano ricresciuti solo in parte.

Per potersi sottoporre alla tricopigmentazione a seguito di un trapianto occorre attendere 6 mesi, per dare il tempo alla cute di rigenerarsi dato che ha una ferita da cui guarire.

Al contrario, per potersi sottoporre ad un trapianto di capelli dopo il trattamento di tricopigmentazione, bisognerà attendere solo un mese.

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