Zona Donatrice nel Trapianto di capelli

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La teoria della zona donatrice (da dove si prelevano i le unità follicolari che non sono soggette ad alopecia androgenetica) nel trapianto di capelli è stata proposta dal dottor Norman Orentriech nel 1952 dopo un trapianto di capelli ritenuto, all’epoca, un successo.

Durante questo evento sono stati prelevati dei capelli dalla parte occipitale del cuoio capelluto e sono stati impiantati nell’area soggetta ad alopecia.

Il dott. Orentriech ha quindi ipotizzato che i capelli che venivano prelevati dalla zona occipitale hanno delle caratteristiche indipendenti dalla zona ricevente.

Questo tipo di studio è stato pubblicato per la prima volta nel 1959.

 

Perché è importante la dominanza della zona donatrice?

Il concetto di zona donatrice nel trapianto di capelli dimostra come le unità follicolari che vengono prelevate dalla zona considerata “sicura” possono rigenerare nuovi capelli una volta trapiantate. Dato che le UF trapiantate producono capelli sani in aree dove i capelli precedenti sono caduti si è giunti alla conclusione che la genetica dei capelli estratti dalla zona occipitale è dominante rispetto alla zona ricevente.

 

Zona donatrice e dht

Il DHT (diidrotestosterone) è un ormone che per alcune persone si lega con i recettori cellulari dei capelli e causa varie forme di perdita dei capelli (miniaturizzazione) in maniera progressiva nel tempo. I follicoli dei capelli della zona donatrice comunque vengono considerati resistenti all’azione di questo ormone (come abbiamo anticipato all’inizio dell’articolo). I follicoli quindi della zona donatrice continueranno a ricrescere indipendentemente dalla zona dove vengono innestati.
La teoria della dominanza dell’area donatrice spiega quindi che ci sono dei capelli non sensibili al DHT che continueranno a crescere anche in zone dove si verifica alopecia androgenetica dovuta a questo ormone.

 

Medicina e zona donatrice, le obbiezioni degli studiosi.

Ci sono state diverse diatribe tra gli studiosi e la teoria della zona donatrice. Il dott. Norwood, il responsabile della classificazione Hamilton/Norwood è stato il primo medico che ha sollevato delle perplessità verso questo tipo di teoria dato che ha sempre sostenuto che un capello prelevato da una zona cambia leggermente le sue caratteristiche una volta che viene innestato in un’altra (in poche parole cerca di assomigliare al capello nato in quell’area).
Il dottor Norwood ha osservato che un capello liscio innestato in una zona glabra dove inizialmente c’erano capelli ricci è diventato con il tempo riccio.

La teoria del dott. Orentriech invece dichiarava il contrario, cioè che un capello prelevato doveva mantenere esattamente le caratteristiche native.

Un altro studio del 2005 ha dimostrato la non esattezza della teoria del dott. Orentriech dato che sono stati prelevati dei capelli dalla zona occipitale, innestati in una gamba e si è osservato che i capelli iniziavano a crescere più lentamente (in accordo quindi con i tempi di ricrescita nativi dei peli delle gambe).

Basandoci su questi risultati possiamo dire che anche la zona ricevente ha un impatto molto importante sulle caratteristiche dei capelli.

 

La teoria della zona donatrice nel trapianto di capelli è valida?

Indipendentemente da questi studi possiamo affermare che la teoria della zona donatrice funziona in parte dato che i follicoli piliferi mantengono le loro caratteristiche di insensibilità al DHT ma acquisiscono alcune caratteristiche della zona dove vengono innestati. La teroia può quindi considerarsi in parte valida.

 

Aggiornamento dell’articolo grazie al contributo di BOLA

Ci sono parecchi fattori che entrano in gioco nella gestione efficiente dell’ area donantrice

L’effetto dei seguenti fattori è decisivo nella gestione dell’ area donatrice e dev’essere tenuto in considerazione.

Le caratteristiche dei capelli

  • Il colore dei capelli (versus il tipo di carnagione)
  • La lunghezza dei capelli
  • Il calibro dei capelli
  • La struttura dei capelli
  • La qualità dei capelli
    1. FUD (capelli per u.f), MUG/MFUG (gruppi follicolari multipli) e indice di massa capillare
    2. Miniaturizzazione/ percentuale di follicoli in telogen (specialmente nelle zone del margine superiore ed inferiore)
  • Angoli e direzioni dei capelli

 

Il tipo di pelle

Le micro cicatrici sono maggiormente visibili in pazienti con carnagione scura, specialmente con un tipo di pelle IV o V sulla scala di Fitzpatrick.

 

La superficie dell’ area donatrice

L’ area donatrice ‘sicura’

I presunti margini ‘sicuri’ dell’area donatrice permanente sono stati definiti da parecchi dottori nel campo della chirurgia della calvizie e le indicazioni fornite dal Dr.Alt e dal Dr.Unger sono state utilizzate per decadi come linee guida. Non vi è tuttavia una regola fissa per definire la zona permanente sicura ed è impossibile predire quale sarà l’evoluzione dell’ area donatrice in tutti i pazienti, specialmente nel caso di pazienti molto giovani. Per la Follicular Unit Extraction si fa spesso riferimento a differenti aree di rischio:

  • Aree di basso rischio o aree donanti ‘principali’: la zona che si trova all’interno della presunta area donante sicura occipitale e temporale
  • Area di alto rischio o aree donanti ‘marginali’: la zona che si trova oltre la presunta area donante sicura, prelevare da queste regione è meno sicuro ed aumenta il rischio di una sopravvivenza solo temporanea delle unità follicolari trapiantate, i pazienti che soffrono di una caduta di capelli importante molto probabilmente perderanno nel corso degli anni i capelli presenti in quelle zone. Le unità follicolari sono più soggette a caduta e contengono un numero maggiore di follicoli in telogen.
  • Questa classificazione può essere estesa ed integrata includendo aree di rischio lieve o moderato e persino aree da evitare.

Rasatura pre operatoria: Rasatura totale versus macro aree

In caso di rasatura completa, il chirurgo della calvizie può fare un uso ottimale dell’intera area donante. Le micro e macro aree al contrario obbligano il chirurgo ad estrarre le unità follicolari da un’area donante ridotta, il che limita non solo il numero totale di unità follicolari disponibili per l’estrazione in una sessione ma può anche causare un maggior e più visibile diradamento di queste aree.

  1. Le diverse aree anatomiche per la dissezione/estrazione

La densità dei capelli varia nelle diverse zone dell’area donante, la densità è minore nella regione temporale e parietale e aumenta progressivamente nella regione medio occipitale ed occipitale. Il calibro del capello, la sua lunghezza, l’angolo e la direzione variano nelle diverse zone dell’area donante. Le unità follicolari sono estratte principalmente dalla zona occipitale perché i capelli di questa zona hanno meno recettori degli androgeni e per questa ragione sono meno soggetti a caduta di tipo androgenetico. I capelli nella zona temporale sono spesso più fini e quindi si dovrebbe fare attenzione ad estrarre da quell’area per evitare un diradamento visibile. È importante ridurre sensibilmente l’estrazione nella frangia inferiore perché le micro cicatrici assumono una forma ovale a causa di un incisione più lunga e sono quindi più percettibili dopo la chirurgia.

 

Il punch d’estrazione

Il punch FUE è un elemento molto importante per la corretta gestione dell’area donante.

Diversi fattori influenzano la qualità e la dimensione dell’estrazione:

  • Il diametro del punch:

– Il diametro interno

– Il diametro esterno

– Il diametro del tagliente

  • Il tagliente

– Punch con smussatura interna

– Punch con smussatura centrale

– Punch con smussatura esterna

  • Il diametro del tagliente

– Punch piccolo

– Punch medio

– Punch grande

  • L’affilatura dell’estremità del punch (smussato o affilato)

 

La tecnica d’estrazione (profondità, densità di estrazioni per cm², schema)

La tecnica d’estrazione è uno dei fattori più importanti e decisivi in qualsiasi trapianto di capelli. L’obiettivo non dev’essere quello di estrarre il maggior numero di unità follicolari possibile ma quello di concentrarsi sulla qualità dell’estrazione che definisce in larga misura l’esito favorevole della chirurgia.

Profondità dell’incisione

La profondità dei follicoli nell’area donante varia da persona a persona e può variare persino a seconda delle diverse zone dello scalpo e delle caratteristiche dei capelli. Si tratta di un fattore importante da considerare per una corretta gestione dell’area donante altrimenti il rischio è quello di aumentare il tasso di transection. La profondità dovrebbe essere un fattore da valutare con attenzione per estrarre le unità follicolari senza incorrere in transection. Dopo aver effettuato le prime estrazioni, il chirurgo potrà rendersi conto della profondità delle unità follicolari. Spesso è necessaria un’incisione più profonda per rimuovere l’unità follicolare durante il processo di estrazione. Quanto più profonda è l’incisione tanto più alto è il rischio di transection.

Densità d’estrazione /cm²

Si dovrebbe evitare di estrarre un’alta densità di follicoli per cm² per prevenire i rischi associati a un prelievo eccessivo (in inglese overharvesting), estrarre con densità differente per cm² a seconda della zona di prelievo è un’ottima strategia per evitare un diradamento visibile. Il chirurgo della calvizie è in grado di estrarre solo un numero limitato di UF per cm² in ogni singola sessione FUE a seconda di quelle che sono le caratteristiche individuali del paziente relative alla densità di capelli in ogni singola zona dell’area donante. Considerando il fatto che i gruppi più piccoli di unità follicolari e le densità più basse si presentano nella maggior parte dei casi nella regione temporale/parietali si tende ad estrarre meno U.F per cm² in quelle zone. Visto che i gruppi di unità follicolari più grandi e le densità più elevate si presentano generalmente nella zona occipitale, il chirurgo tende solitamente a prelevare un maggior numero di UF/ cm² da quest’area della zona donante.

Lo schema per le estrazioni FUE


Creare una zona donante d’estrazione esteticamente “invisibile”

  • Non estrarre in micro-macro linee o solo in zone ristrette ðUtilizzare sempre l’intera area donante
  • Non usare punch “grandi” ð Cercare di evitare punch con diametro maggiore a ø0.90mm
  • Non estrarre unità follicolari adiacenti

Non estrarre in linee orizzontali o verticali ðSelezionare le UF secondo uno schema casuale

  • Non estrarre pesantemente nell’area che delimitano la zona d’estrazione ð Creare delle aree di estrazione “sfumata” nelle aree che delimitano le zone d’estrazione.
  • Evitare di mantenere una densità uniforme d’estrazione per cm² ð Variare la densità d’estrazione (10-20 FU/cm2) a seconda delle caratteristiche dei capelli come il numero di UF, il loro angolo di uscita e la regione anatomica di prelievo (parietale/occipitale/basso collo)

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